Il cestino gettacarte: una presenza indispensabile

Un ufficio ordinato è un ufficio produttivo

L’esperienza porta ad affermare che spesso l’efficienza lavorativa e la produttività di una azienda sono intimamente connessi a pratiche virtuose. Si pensi, ad esempio, ad una perfetta organizzazione dell’archivio o ad una scrivania ordinata, nella quale tutto trova una sua precisa ubicazione: il lavoro sarà certamente reso più veloce e agevole dal riuscire ad accedere alla modulistica in modo semplice ed immediato. Il mantenimento di standard qualitativi sufficientemente alti dipende, in modo conseguenziale, dall’utilizzo di dispositivi umili e spesso sottostimati ma, in assenza dei quali, il lavoro risulterebbe caotico. Si sta parlando, naturalmente, dei cestini destinati all’immondizia.

Il cestino gettacarte: una presenza indispensabile

È importante che i cestini gettacarte, componenti indispensabili dell’arredamento di un ufficio efficiente e competitivo, si armonizzino con le linee e lo stile dell’arredamento esistente nell’ambiente, fornendo un impatto visivo che sia il minore possibile: è indubbio che la vista di un cestino pieno di cartacce infonda un senso di trasandatezza, soprattutto se posto in determinati contesti professionali. Discreto, facilmente collocabile sotto una scrivania o agli angoli di una sala d’aspetto, il cestino gettacarte deve essere compatto ma sufficientemente capiente per la quantità di rifiuti prodotti: potrebbe allora essere consigliabile porre un cestino alto in prossimità di tavolini o basi poste a servizio del cliente al fine, ad esempio, di far compilare della modulistica.

I principali modelli di cestino gettacarte

Se la caratteristica primaria di un cestino gettacarte è la capienza e la compattezza, è anche fondamentale che le linee siano semplici ma curate e che, soprattutto, sia facilmente lavabile. Gierre propone diversi modelli per rispondere ad ogni tipo di esigenza: di forma cilindrica o a mezzo cono, i cestini gettacarte sono tutti microforati e con colorazioni tendenti al grigio o al nero, risultando leggeri e gradevoli alla vista. Interessanti sono, in particolare, i cestini alti indicati per corridoi soggetti ad un intenso traffico di dipendenti e clienti.

Come scegliere tra i tanti tessuti per rinnovare il rivestimento

Una seduta si valuta soprattutto dal rivestimento

Oltre alla robustezza di una poltrona, ciò che ne assicura la longevità è senza alcun dubbio la qualità del rivestimento, principalmente della seduta e dello schienale: strappi, sfilacciamenti o la normale usura del tessuto, macchie possono inficiare l’aspetto o la funzionalità della sedia rendendola, nel peggiore dei casi, non più utilizzabile. D’altro canto in tutti gli ambienti, ma soprattutto in contesti nei quali la pulizia è particolarmente importante, come le attività legate al comparto della ristorazione, trovarsi dinnanzi a sedute logore o sporche può compromettere seriamente il successo del locale. Vagliare con cura ed attenzione la qualità dei tessuti del rivestimento diviene, perciò, un criterio importante nell’acquisto di una poltrona.

Come scegliere tra i tanti tessuti per rinnovare il rivestimento

Acquisto del nuovo o restauro di una seduta preesistente, magari a motivo di una fattura eccezionalmente pregevole, nei casi in cui si rende necessario scegliere il tessuto si dovrebbe anzitutto tenere conto dell’uso della poltrona, se quotidiano o occasionale, e del contesto nel quale essa sarà inserita. Ogni foggia di tessuto ha, infatti, una propria caratteristica che non è solo fisica, ma che conferisce stile e personalità al mobile. Si deve, dunque tenere doverosamente conto della funzione che la seduta dovrà assolvere, ma anche dell’arredamento dell’ambiente.

 Quali sono i tessuti per un rivestimento?

I tessuti di rivestimento oggi disponibili sono tantissimi e variano dalle pelli alle finte pelli: le diverse colorazioni e le trame, alcune anche molto sofisticate, offrono un ampio margine di scelta e di personalizzazione della seduta. Ma è importante che una poltrona garantisca determinate prestazioni, risultando resistente e assicurando longevità e sicurezza: accanto, allora, ai tessuti antimacchia o idrorepellenti, che consentono una pulizia facile ed efficace, esistono stoffe resistenti al fuoco, come i rivestimenti ignifughi o autoestinguenti, consigliati in contesti nei quali sono presenti archivi cartacei accanto a dispositivi elettronici.

La sala d’attesa: un buon biglietto da visita

Un buon biglietto da visita

La priorità di chi abbia l’incarico di arredare una sala d’attesa è quella di riuscire a realizzare un ambiente elegante, che sia il meno asettico e banale possibile; al contrario, un locale destinato a far attendere alla clientela il proprio turno dovrebbe trasmettere accoglienza, offrendo a ciascuno la possibilità di ingannare il tempo in modo piacevole. Offrire ai presenti alcune piccole comodità o distrazioni come giornali o riviste, allora, non potrà che risultare molto gradito. Al fine di non creare confusione, che potrebbe trasmettere un’immagine aziendale abbastanza negativa, è consigliabile predisporre alcuni tavolini di attesa.

I tavolini arredano la sala d’attesa

Utilissimi come basi sulle quali appoggiare riviste, vasi di fiori, punti luce e complementi d’arredo, i tavolini d’attesa trovano impiego per fornire un piano d’appoggio alla clientela, magari per permettere di compilare della modulistica, ma anche per separare una fila di sedie, che potrebbe appesantire l’ambiente da un punto di vista meramente estetico, incutendo un senso di disagio nei presenti. Di varie forme e dimensioni, l’utilizzo dei tavolini si rivela una scelta vincente per creare visivamente dei piccoli spazi di conversazione anche in luoghi dove la buona educazione imporrebbe di parlare a bassa voce, come ad esempio l’anticamera di uno studio medico. Una apparente contraddizione che, in realtà, contribuisce a ristornare al paziente un senso di accoglienza, di un ambiente calibrato su di sé.

Alcune proposte

Il mercato propone oggi tavolini di attesa per ogni ambiente: alti per essere impiegati come basi d’appoggio, bassi per sistemare ordinatamente riviste e giornali, fissi o dotati di rotelle. Parimenti, le forme variano come i colori ed i materiali impiegati: dal vetro al metallo, dal plexiglass a materiali plastici, a base piana, a slitta o a quattro gambe, i modelli disponibili sono studiati per incontrare gusti ed esigenze di ogni contesto d’impiego, dall’arredamento classico ad uno più moderno.

L’acciaio: eleganza e lucentezza

L’importanza di un ambiente lavorativo luminoso

Nell’economia di un ufficio elegante, di una sala conferenze o più semplicemente del locale destinato a far attendere i clienti in attesa del proprio turno, riveste un ruolo preminente la luce. Definibile infatti come la quarta dimensione di uno spazio, essa offre la possibilità di rendere uno spazio più o meno grande con una sua sapiente rifrazione; e un ambiente aperto e luminoso non può che infondere nella clientela un senso di eleganza, trasmettendo al contempo valori aziendali quali la chiarezza, l’affidabilità, l’attenzione al dettaglio. Naturalmente un eccesso di luce può risultare sgradevole o inopportuno: una sapiente collazione delle fonti luminose, però, può essere accompagnata da superfici trasparenti come il vetro o riflettenti, come l’acciaio cromato.

L’acciaio: eleganza e lucentezza

Utilizzare un complemento d’arredo, quale potrebbe essere un piccolo tavolo, con una base d’acciaio può rivelarsi molto efficace per la gestione della luce, dal momento che il materiale per sua stessa natura rappresenta un ideale connubio tra raffinatezza, resistenza e lucentezza. Che si tratti di una superficie lucida o opaca, infatti, il particolare cromatismo dell’acciaio contribuisce a dare slancio e leggerezza alla mobilia. Inoltre il materiale, nonostante si collochi in un contesto prettamente moderno o ultramoderno, si rivela perfettamente integrabile in ambienti arredati con uno stile più classicheggiante, dove regni, ad esempio, il legno.

La longevità di una base di acciaio

Ideale per sostenere tavoli o panche, la base d’acciaio rivela i suoi molteplici pregi non solo da un punto di vista estetico, in quanto fa indubbiamente risaltare scocche, intelaiature e dati particolari dell’oggetto, ma soprattutto in termini di praticità, conferendo stabilità e resistenza. Dettaglio, questo, da non sottovalutare: essendo non particolarmente vulnerabile ai graffi, la base d’acciaio può essere impiegata per realizzare piedi e supporti, assicurando longevità al mobile. Molte basi, inoltre, montano dei piedini di gomma per permettere, a proposito di stabilità, un corretto posizionamento del tavolino.

Poltrona operativa: meccanismi e caratteristiche generali

Necessità di investire nel confort dell’impiegato

12 Ma ciò non basta e l’esperienza personale lo suggerisce: quante volte, soprattutto in lavori di back office che prevedono una lunga permanenza davanti al computer, si interrompe di lavorare nel tentativo di lenire fastidi e dolori di postura localizzati alla schiena o al collo? Investire nel benessere e nel confort di chi lavora dietro ad una scrivania diventa, allora, un investimento per un maggior profitto di tutta l’azienda.

Cosa si intende per poltrona operativa?

Non tutte le mansioni di una azienda sono uguali e così non tutte le sedute da ufficio sono le stesse: a differenza di quelle dirigenziali o presidenziali, che devono curare in modo particolare l’aspetto estetico proprio di un ambito manageriale, la poltrona operativa è più indicata per chi deve destreggiarsi tra computer e telefoni. Che sia dotata o meno di rotelle per il trasporto, o di braccioli, tali sedute si contraddistinguono per sicurezza, ergonomicità e praticità, sostenendo adeguatamente il corpo e facilitando piccoli ma quotidiani spostamenti.

Meccanismi e caratteristiche generali

Diversi sono gli accorgimenti che una poltrona operativa deve avere: per risultare comoda, infatti, la seduta deve seguire le linee del corpo, offrendo la giusta resistenza al peso e agevolando una corretta postura di chi la occuperà. Per conseguire tale scopo, sono diversi i meccanismi che le aziende produttrici inseriscono nelle poltrone operative: tra i tanti, i più importanti sono quelli che permettono allo schienale ed alla seduta di inclinarsi in avanti o indietro per seguire i movimenti del corpo. Le imbottiture, generalmente in poliuretano espanso, devono essere rivestite in materiali traspirabili, al fine di assicurare un confort ideale

Sedia impilabile: sedute indicate per poco spazio

Lo spazio disponibile: un annoso problema

Uno dei principali problemi comune a quasi tutte le attività commerciali o che comunque si rivolgono a tante persone è lo spazio: riuscire a massimizzarlo, organizzandolo in modo quanto più pratico sia possibile, chiaramente senza rinunziare all’attenzione per l’impatto estetico e il buon gusto, sembra essere una irrinunciabile priorità perché l’azienda funzioni in modo adeguato. Ma spesso, per la natura stessa dell’attività svolta, ad esempio nel caso di sale conferenze o sede di riunioni, è necessario avere delle sedute che possano essere rimosse velocemente dopo il loro utilizzo, onde poter lasciare il locale libero. Occorrono, dunque, sedie leggere, facili da trasportare e che, soprattutto, occupino poco spazio in sede di stoccaggio.

Sedute indicate per poco spazio

La risposta più efficace per coniugare comodità della seduta, facilità di rimozione e spazio occupato in deposito è costituita dalle sedie impilabili. Grazie ad alcuni accorgimenti ai quali le aziende produttrici dedicano molta attenzione in fase progettuale, infatti, esse offrono la possibilità di incastrarsi verticalmente l’una sull’altra in modo agevole, riducendo al minimo lo spazio di ingombro e permettendo la loro rimozione in tempi piuttosto rapidi: la pila di sedie così costituita può infine essere riposta in magazzino o spostata temporaneamente per pulire gli spazi generalmente occupati.

La risposta è data dalla sedia impilabile

Il segreto di una sedia impilabile risiede nel particolare design, appositamente studiato per permettere l’incastro verticale; ciò, tuttavia, senza sacrificare né la comodità, né l’impatto visivo che, a seconda dei modelli, può risultare anche molto elegante e ricercato. Che sia, allora, monoblocco o con una scocca di seduta, in metallo, in legno o in tessuto e fino a materiali plastici come il poliammide o il polipropilene espanso, la sedia impilabile coniuga resistenza, praticità e design, adattandosi ai più diversi contesti di utilizzo; d’altro canto, i modelli variano, oltre che per i materiali, anche per gli accessori, come ad esempio i braccioli. Insomma, le aziende offrono ampi spazio di personalizzazione, venendo incontro alle più varie esigenze.

Scegliere le sedie per un ristorante: non solo stile

Scegliere le sedie per un ristorante: non solo stile

Nella progettazione di un ristorante di nuova apertura, spesso l’imprenditore deve confrontarsi con un nodo cruciale: le sedute. Nella scelta di questi fondamentali elementi di arredo incidono, infatti, una serie di fattori diversi che dovrebbero sempre essere presi in considerazione: comodità, longevità, eleganza, funzionalità, ingombro. Non si tratta, dunque, di una sola questione di stile, per quanto il tipo di arredamento del ristorante debba necessariamente determinare il design delle sedie. D’altro canto, l’investimento richiesto per l’acquisto delle sedute non è indifferente: le sedute da ristorante devono sopportare, infatti, un uso quotidiano, intenso e prolungato ed è importante che siano progettate appositamente per tale scopo, risultando durevoli e comode.

Sedute diverse per arredare ogni angolo del ristorante

Se, da un lato, le sedie da ristorante hanno la capacità di definire l’immagine del locale, contribuendo in modo determinante all’impatto visivo, è importante sceglierle in base allo stile e al cibo somministrato: una consumazione veloce avrà sedie molto diverse rispetto ad un ristorante atto all’organizzazione di eventi e ricevimenti; allo stesso modo, in una attività sufficientemente grande, si potrebbero affiancare sedute diverse, come sgabelli e divani compatti, onde permettere ai clienti una esperienza di consumazione variegata e personalizzabile, magari in base alla compagnia o al tempo a disposizione.

Caratteristiche delle sedie da ristorante

Per qualsivoglia modello si sia orientati, alcune caratteristiche sono comuni nelle sedie da ristorante: oltre ad una grande resistenza e longevità, infatti, esse devono permettere versatilità di utilizzo, essere facilmente spostabili e, soprattutto, risultare facili da pulire, essendo soggette a molliche e costantemente minacciate da macchie, a volte particolarmente ostinate da rimuovere. Design semplici, con linee essenziali, sono allora da preferire, sia per i motivi sopra esposti, che per conferire eleganza al locale. Una attenzione particolare dovrebbe, infine, essere riservata alle misure d’ingombro, dal momento che ogni ristoratore vorrà massimizzare la quantità di sedute garantendo al contempo lo spazio di passaggio al personale di sala.

Le panche da attesa: la soluzione giusta

La piacevolezza dell’attesa

Opzione semplice ed economica, la panca è una delle sedute maggiormente utilizzate in locali quali uffici di notevoli dimensioni, studi medici o professionali, nei quali l’attesa del proprio turno spesso si concretizza in archi di tempo piuttosto lunghi. Permettere ai clienti di sedersi su di una panca ergonomica significa, allora, rendere più piacevole possibile lo scorrere del tempo, cercando di far sì che l’attesa possa risultare una occasione per rilassarsi. Mettere, allora, la persona a proprio agio, garantendogli i giusti spazi ed offrendogli un livello sufficiente di privacy diventa allora fondamentale per creare sale di attesa eleganti e discrete, proprie di qualsiasi studio professionale.

Privacy e relax, i compagni di una attesa piacevole

Comodità e privacy: ecco ciò che una buona panca di attesa deve poter offrire a chi vi prende posto. In merito alla prima caratteristica, un criterio guida nell’acquisto di tale seduta potrebbe essere costituito dalla ergonomicità: scegliere un sedile appositamente studiato per accogliere le forme del corpo ed offrire il giusto sostegno, infatti, è la conditio sine qua non perché l’attesa possa risultare non sgradevole. Una panca d’attesa deve, inoltre, permettere la giusta riservatezza agli astanti: spesso, infatti, si tratta di persone che non si conoscono tra loro e dare la possibilità a ciascuno di usufruire di un piccolo spazio, ad esempio per poggiare le braccia, risulterà particolarmente gradito. Tutto ciò, naturalmente, deve coniugarsi con la facilità di pulizia, un design compatto, elegante e funzionale.

Le panche da attesa: la soluzione giusta

Tra le tante proposte di sedie progettate e realizzate da Gierre Sedute, emerge una attenzione particolare da parte dell’azienda veneta per le panche da attesa: modelli diversi per design, forme, materiali e rifiniture, rendono tali prodotti adatti per qualsivoglia contesto lavorativo, dal piccolo ufficio a grandi locali pubblici. Tra le sedute in acciaio proposte, si distingue il modello ALA in lamiera microforata, schienale sinuoso e bracciolo cromato: una scelta di stile per un locale sofisticato ed elegante.

I divanetti da attesa: comodità ed accoglienza

L’attesa: un momento da curare attentamente

Nel normale iter che un cliente è chiamato a fare per accedere ad un servizio o ad una prestazione, l’attesa del proprio turno è, senza ombra di dubbio, il momento più delicato per una azienda o un professionista. Il soggetto chiamato ad aspettare, infatti, soprattutto in caso di tempi particolarmente lunghi, avrà modo di vagliare con attenzione ogni particolare dell’ufficio, sottoponendo tutto ad una critica che diventa sempre più attenta con il passare dei minuti. Ciò, se da un lato è dovuto all’esigenza umana di focalizzare il pensiero su qualcosa, dall’altro induce la clientela a precostituirsi un’idea dell’azienda. È necessario, pertanto, curare ogni particolare della sala d’attesa, rendendo il tempo che ivi sarà trascorso, piacevole.

I divanetti da attesa: comodità ed accoglienza

Elementi di arredo che non possono assolutamente mancare in una sala d’attesa sufficientemente grande sono sicuramente i divanetti. Comodi, vari per forme, colori e materiali, robusti, queste particolari sedute permettono non solo una attesa confortevole, ma offrono all’imprenditore la possibilità di creare una sala esteticamente valida, in grado di offrire alla clientela una immagine aziendale consona e speculare alla credibilità che si vuol trasmettere. I divanetti, inoltre, hanno il pregio di infondere una sensazione di accoglienza e di cura della persona che altri mobili certamente tralasciano.

Le proposte di Gierre Sedute

Avvolgenti, ma anche straordinariamente compatti: i divanetti d’attesa sono molteplici e la versatilità dei modelli ne permette la sistemazione anche in locali non particolarmente ampi. Gierre Sedute, azienda leader nel settore, propone alla propria clientela diverse soluzioni per incontrare le più diverse esigenze: tra i divanetti a due posti, dalle linee semplici ed essenziali, ottimi per sale d’attesa di piccoli studi professionali, spicca ad esempio “Ideal” con il suo design contemporaneo ed elegante; d’altro canto la collezione “First”, evocando delle forme molto leggere, potrebbe essere consigliabile per locali non molto grandi, onde poter creare l’illusione di un aumento dello spazio disponibile

La sedia da attesa: come sceglierla?

L’attenzione ai dettagli

“I dettagli – sosteneva il grande genio italiano Leonardo da Vinci – fanno la perfezione”. Riuscire, dunque, a rendere una sala d’attesa un locale piacevole, curato ed esteticamente valido, allora, vuol dire arricchire l’intero ufficio e conferire all’azienda un aspetto altamente professionale. Nell’arredamento di una stanza apparentemente secondaria nell’economia di uno studio professionale, quale potrebbe essere appunto la sala nella quale i clienti sono invitati ad attendere il proprio turno, è fondamentale curare ogni dettaglio, essendo questo il luogo che costituisce il principale biglietto da visita dell’attività professionale, l’ambiente i cui particolari saranno scrutati con particolare attenzione da tutti i visitatori.

La sedia da attesa: come sceglierla?

Protagonista indiscussa della sala d’attesa è certamente la sedia. Lungi dall’essere solo una mera seduta, infatti, essa sarà chiamata ad arredare il locale, offrendo ai presenti un senso di eleganza e sobrietà o, al contrario, di solidità ed imponenza, in base ai principi valoriali che si vuol trasmettere alla clientela. Stile, dunque, ma senza trascurare la comodità della sedia, che dovrà rendere l’attesa piacevole: in tal senso, le sedute a poltroncina e quelle ergonomiche costituiscono una scelta di sicuro successo. Terzo criterio per l’acquisto di una sedia da attesa è subordinato allo spazio a disposizione: è, infatti, indispensabile tenere presente l’ampiezza della sala da arredare, sia per creare un numero di posti a sedere adeguato alle esigenze dell’ufficio o dello studio professionale, che per evitare un arredamento eccessivamente pesante e congestionato.

Una sedia comoda e di tendenza per rendere l’attesa piacevole

Con o senza braccioli, fissa, con struttura a slitta, impilabili, con imbottitura, le sedie da attesa sono reperibili in molteplici versioni per incontrare i gusti e le esigenze dei professionisti, garantendo design, robustezza e longevità. Prodotti con la scocca leggera e con linee essenziali, ad esempio, contribuiscono a rendere lo spazio disponibile più grande, soprattutto se associati a materiali plastici o metallici. Una scelta varia, dunque, per ogni stile di arredamento.

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