Basi con inserto in metallo

Sedia con base inserto in metallo

Le basi per sedie: stabilità e proporzione

Caratteristica primaria di una seduta, di qualsiasi genere si tratti, è la stabilità: prima ancora di essere ergonomica o con una forma ricercata, la poltrona deve offrire sicurezza a chi la utilizza. A ciò provvedono le basi: sia che si parli di una poltrona con la seduta e lo schienale orientabili, ad esempio i modelli destinati all’ufficio, sorrette da un pistone centrale, sia che ci si riferisca ad una sedia fissa, come quelle tipicamente presenti in una sala conferenze, le basi sono in grado di reggere il peso del corpo dell’ospite in totale sicurezza. A tale scopo la base non deve essere né troppo piccola, poiché creerebbe instabilità, né eccessivamente ingombrante, dal momento che risulterebbe scomoda e sproporzionata.

Le basi con inserto in metallo: una “robusta” scelta

La base è una delle parti della sedia certamente più soggetto ad usura: soprattutto nei modelli con seduta orientabile, tale supporto è esposto a colpi accidentali con altri mobili ed offre, seppur involontariamente, gradito sostegno ai piedi di chi è accomodato in poltrona. Capaci di mantenere l’indeformabilità della struttura e risultare al contempo molto resistenti, le basi con inserto in metallo sono sempre più utilizzati dai costruttori: il risultato è una seduta più forte e longeva.

Ad ogni sedia, la sua base

La bellezza di una poltroncina è dato dall’insieme di tutti i suoi componenti ed anche le basi contribuiscono a conferire al prodotto una precisa identità estetica. Di conseguenza, sono in aumento i modelli che propongono basi a sezione quadrata o tonda, sagomate o realizzate, in tutto o in parte, in metallo, magari per offrire un forte contrasto. Se si volesse evitare una base in acciaio cromato, certamente più bisognosa di cura, potrebbe ricorrere alle basi in materiale plastico, come ad esempio il poliuretano espanso, nel quale è stato affogato un inserto metallico: maggiore resistenza e pulizia agevole.

Componenti per sedie da ufficio

Componenti sedia da ufficio

Le caratteristiche delle sedie da ufficio

Sicurezza, comodità, agilità nei movimenti: sono questi i tre, fondamentali requisiti che una buona sedia da ufficio dovrebbe possedere, in modo da garantire al proprio utilizzatore alte prestazioni e permettere un proficuo svolgimento del lavoro. Uno dei principali fattori di improduttività, infatti, è lo stress dovuto all’assunzione di una postura scorretta che, infiammando i muscoli della schiena e del collo, costringe il lavoratore a movimenti innaturali, nella ricerca di trovare posizioni che possano lenire il dolore. Il confort, comunque, non deve avvenire a scapito dell’eleganza e di un accurato design, tanto più importante quanto più in alte sono le cariche manageriali.

Le sedie da ufficio: non solo un supporto per stare comodi

Dietro una buona sedia da ufficio vi è un accurato processo di progettazione, frutto a sua volta di studi sull’ergonomia, sul design, sulla qualità e sulle proprietà dei diversi materiali. La seduta imbottita di una sedia operativa da ufficio, ad esempio, è un concentrato di tecnologia: dall’anima in legno al cuscino, dal telaio esterno ai rivestimenti, tutto deve collimare per offrire il giusto sostegno alla colonna vertebrale e non risultare troppo morbida o troppo rigida, capace di adattarsi alle peculiarità dell’utilizzatore, ma che possa anche offrire la giusta traspirabilità e facilità di pulizia.

I principali componenti per le sedie da ufficio

Moltissimi sono i componenti di una sedia: braccioli, poggiatesta, basi a stella, soffietti, rotelle, piedini, oltre a schienale e seduta, sono i pezzi più facilmente usurabili e soggetti a sostituzione. Ma sono i meccanismi di personalizzazione a costituire la vera e propria frontiera di studio da parte delle aziende specializzate. Le sedie da ufficio, infatti, devono poter essere oscillanti sia nello schienale che nella seduta, regolabili in altezza ed in grado di modulare resistenza e portanza: largo allora a piastre, lame, pompe idrauliche o a gas. In conclusione, le sedie da ufficio sono un concentrato di componenti, ma tutti assolutamente sostituibili.

Basi nylon

Sedia con base in nylon

Le idee spesso prendono vita da un dettaglio da valorizzare

Nucleo fondamentale di ogni azienda è l’ufficio: è in tale ambiente, grande o piccolo che sia, che si analizzano i problemi, si progettano nuove soluzioni, si accoglie la clientela, si incontrano i fornitori. Non sarebbe, pertanto, esagerato definire l’ufficio come una vera e propria fucina di idee, come il cuore pulsante di ogni impresa che voglia affermarsi nel mercato globale. Arredare con stile, eleganza e cura dei dettagli il proprio ambiente di lavoro diventa, allora, un investimento sulla produttività: un ufficio elegante, oltre a costituire un eccellente biglietto da visita, agevola la creatività, favorisce la concentrazione e stimola le forze migliori in ogni impiegato.

Basi in nylon: un particolare niente affatto superfluo

La bellezza di un ufficio non si apprezza solo dalla disposizione del mobilio o dallo stile dell’arredamento, fattori fondamentali ma non certamente sufficienti: allo stesso tempo occorre, infatti, porre particolare attenzione ai dettagli: un cestino gettacarte, un appendiabiti, una lampada da scrivania possono fare la differenza ed impreziosire l’intero ufficio. Le basi in nylon per sedie e poltrone rientrano in tali accorgimenti: essi infatti, oltre a sostenere in modo stabile la seduta, devono essere in grado di conferirle un aspetto slanciato e, contemporaneamente, resistere agli eventuali colpi che potrebbero ricevere dai tacchi delle scarpe. Ma le caratteristiche di una buona base non si limitano a ciò, dovendo infatti garantire una buona facilità di pulizia.

Stabilità, sicurezza ed eleganza per la base della sedia

Per la creazione delle basi per sedie, il nylon è un materiale molto utilizzato, essendo un poliammide sintetico abbastanza rigido e facile da lavorare; inoltre, la proprietà di infiammarsi con molta difficoltà, rende questa materia plastica assolutamente indicata per ottemperare alle previste misure antincendio. I modelli, la maggior parte dei quali sono a stella a cinque braccia, offrono un solido supporto alla seduta sovrastante, generalmente girevole; possono anche essere provvisti di rotelle, permettendo  alla seduta una maggiore mobilità.

Componenti sedie da ufficio

Componenti sedia da ufficio

Sedie da ufficio: una sinfonia perfetta

Compendi di tecnologia, design e confort, le sedie da ufficio devono risultare performanti ed adattarsi alle diverse esigenze lavorative degli attori di una azienda, dall’impiegato in una postazione operativa al manager o al presidente, figure che necessitano di poltrone sontuose. Per adempiere a tale compito, le sedie da ufficio sono composti da una serie di elementi che devono lavorare insieme come gli strumenti di una orchestra sinfonica: ogni componente si armonizza con gli altri per creare una perfetta melodia estetica e sensoriale, che non potrà che avere effetti positivi sul conseguimento degli obiettivi della azienda.

Di cosa sono composte le sedie da ufficio?

Ogni poltroncina ha la propria personalità, anche meccanica: poggiatesta, schienale, seduta, braccioli, base, pistone, tutti i componenti devono funzionare all’unisono perché la sedia risulti confortevole ed ergonomica, in grado di adattarsi alle forme del corpo ed evitare l’insorgenza di fastidiosi dolori muscolari al collo o alla schiena dovuti ad una postura errata. Una buona sedia, inoltre, verrà incontro alle specifiche necessità dell’ufficio in cui è inserita: un modello con seduta orientabile e regolabile in altezza grazie ad un pistone a gas o idraulico, magari associata ad una base con le rotelle, favorisce i movimenti di una postazione operativa ed evita al lavoratore di alzarsi più volte durante il giorno.

Dove acquistare i componenti delle sedie da ufficio

Le aziende produttrici di componenti per sedie conoscono bene l’importanza di offrire ai propri clienti prodotti di qualità, resistenti e robusti; può accadere, tuttavia, che qualche lama o altra parte della poltrona, magari più soggetta ad usura, possa rompersi. In tal caso, un ottimo consiglio potrebbe essere quello di affidarsi ad un fornitore affidabile, che possa vantare una buona esperienza nel settore e abbia investito in ricerca tecnologica ed ergonomica per produrre soluzioni all’avanguardia: in Veneto opera da molti anni Gierre Sedute che, con la propria competenza, è una presenza affermata sul mercato.

Arredamento sala d’attesa

Arredamento sala d'attesa

La comunicazione non verbale della sala d’attesa

In uno studio medico o professionale in modo particolare, uno degli ambienti che necessita di una progettazione molto attenta è senza alcun dubbio la sala d’attesa. Troppo spesso sottovalutato, questo spazio deve essere in grado di comunicare al cliente i valori del professionista che si vuol incontrare; al contempo deve risultare accogliente ed elegante, confortevole e formale nello stesso tempo. Molto spesso, inoltre, la sala d’attesa non ospita alcun personale di segreteria: è demandato all’arredamento, pertanto, riuscire a parlare di sé, a fornire una immagine all’altezza dell’attività nella quale si entra, a porre la clientela a proprio agio.

Progettazione dell’arredamento della sala d’attesa

Progettare l’arredamento di una sala d’aspetto deve inevitabilmente partire con l’analisi del tipo di attività: calcolare i tempi medi di attesa, immaginare il tipo di clientela che la occuperà, conformare l’ambiente al tipo di esercizio svolto sono sicuramente degli ottimi input che potrebbe essere importante tenere in considerazione. Se, ad esempio, si prevedesse che l’attesa potrebbe avere dei tempi lunghi, allora sarebbe consigliabile arredare la sala con poltroncine o divanetti, in modo da permettere ai clienti di usufruire di un certo confort; al contrario, potrebbero essere indicate delle sedute semplici ma molto particolari, con un design esclusivo ed affascinante.

Qualche idea per arredare riccamente la sala d’attesa

Se la regina incontrastata dell’arredamento di una sala d’attesa, l’elemento che dà personalità e stile è la seduta, è necessario fornire al cliente dei piccoli confort per poter ingannare il tempo: è importante, infatti, predisporre delle piccole distrazioni. Riviste e giornali possono trovare una ottima collocazione in tavoli bassi o piccole librerie, ma anche in eleganti ed originali rastrelliere a parete. In una sala d’attesa è fondamentale, oltre al colore delle pareti, anche il ruolo della luce, che non dovrebbe mai essere troppo forte o eccessivamente debole: largo, allora, ad una progettata sistemazione di quadri e specchi.

Il cestino gettacarte: una presenza indispensabile

Un ufficio ordinato è un ufficio produttivo

L’esperienza porta ad affermare che spesso l’efficienza lavorativa e la produttività di una azienda sono intimamente connessi a pratiche virtuose. Si pensi, ad esempio, ad una perfetta organizzazione dell’archivio o ad una scrivania ordinata, nella quale tutto trova una sua precisa ubicazione: il lavoro sarà certamente reso più veloce e agevole dal riuscire ad accedere alla modulistica in modo semplice ed immediato. Il mantenimento di standard qualitativi sufficientemente alti dipende, in modo conseguenziale, dall’utilizzo di dispositivi umili e spesso sottostimati ma, in assenza dei quali, il lavoro risulterebbe caotico. Si sta parlando, naturalmente, dei cestini destinati all’immondizia.

Il cestino gettacarte: una presenza indispensabile

È importante che i cestini gettacarte, componenti indispensabili dell’arredamento di un ufficio efficiente e competitivo, si armonizzino con le linee e lo stile dell’arredamento esistente nell’ambiente, fornendo un impatto visivo che sia il minore possibile: è indubbio che la vista di un cestino pieno di cartacce infonda un senso di trasandatezza, soprattutto se posto in determinati contesti professionali. Discreto, facilmente collocabile sotto una scrivania o agli angoli di una sala d’aspetto, il cestino gettacarte deve essere compatto ma sufficientemente capiente per la quantità di rifiuti prodotti: potrebbe allora essere consigliabile porre un cestino alto in prossimità di tavolini o basi poste a servizio del cliente al fine, ad esempio, di far compilare della modulistica.

I principali modelli di cestino gettacarte

Se la caratteristica primaria di un cestino gettacarte è la capienza e la compattezza, è anche fondamentale che le linee siano semplici ma curate e che, soprattutto, sia facilmente lavabile. Gierre propone diversi modelli per rispondere ad ogni tipo di esigenza: di forma cilindrica o a mezzo cono, i cestini gettacarte sono tutti microforati e con colorazioni tendenti al grigio o al nero, risultando leggeri e gradevoli alla vista. Interessanti sono, in particolare, i cestini alti indicati per corridoi soggetti ad un intenso traffico di dipendenti e clienti.

Come scegliere tra i tanti tessuti per rinnovare il rivestimento

Una seduta si valuta soprattutto dal rivestimento

Oltre alla robustezza di una poltrona, ciò che ne assicura la longevità è senza alcun dubbio la qualità del rivestimento, principalmente della seduta e dello schienale: strappi, sfilacciamenti o la normale usura del tessuto, macchie possono inficiare l’aspetto o la funzionalità della sedia rendendola, nel peggiore dei casi, non più utilizzabile. D’altro canto in tutti gli ambienti, ma soprattutto in contesti nei quali la pulizia è particolarmente importante, come le attività legate al comparto della ristorazione, trovarsi dinnanzi a sedute logore o sporche può compromettere seriamente il successo del locale. Vagliare con cura ed attenzione la qualità dei tessuti del rivestimento diviene, perciò, un criterio importante nell’acquisto di una poltrona.

Come scegliere tra i tanti tessuti per rinnovare il rivestimento

Acquisto del nuovo o restauro di una seduta preesistente, magari a motivo di una fattura eccezionalmente pregevole, nei casi in cui si rende necessario scegliere il tessuto si dovrebbe anzitutto tenere conto dell’uso della poltrona, se quotidiano o occasionale, e del contesto nel quale essa sarà inserita. Ogni foggia di tessuto ha, infatti, una propria caratteristica che non è solo fisica, ma che conferisce stile e personalità al mobile. Si deve, dunque tenere doverosamente conto della funzione che la seduta dovrà assolvere, ma anche dell’arredamento dell’ambiente.

 Quali sono i tessuti per un rivestimento?

I tessuti di rivestimento oggi disponibili sono tantissimi e variano dalle pelli alle finte pelli: le diverse colorazioni e le trame, alcune anche molto sofisticate, offrono un ampio margine di scelta e di personalizzazione della seduta. Ma è importante che una poltrona garantisca determinate prestazioni, risultando resistente e assicurando longevità e sicurezza: accanto, allora, ai tessuti antimacchia o idrorepellenti, che consentono una pulizia facile ed efficace, esistono stoffe resistenti al fuoco, come i rivestimenti ignifughi o autoestinguenti, consigliati in contesti nei quali sono presenti archivi cartacei accanto a dispositivi elettronici.

La sala d’attesa: un buon biglietto da visita

Un buon biglietto da visita

La priorità di chi abbia l’incarico di arredare una sala d’attesa è quella di riuscire a realizzare un ambiente elegante, che sia il meno asettico e banale possibile; al contrario, un locale destinato a far attendere alla clientela il proprio turno dovrebbe trasmettere accoglienza, offrendo a ciascuno la possibilità di ingannare il tempo in modo piacevole. Offrire ai presenti alcune piccole comodità o distrazioni come giornali o riviste, allora, non potrà che risultare molto gradito. Al fine di non creare confusione, che potrebbe trasmettere un’immagine aziendale abbastanza negativa, è consigliabile predisporre alcuni tavolini di attesa.

I tavolini arredano la sala d’attesa

Utilissimi come basi sulle quali appoggiare riviste, vasi di fiori, punti luce e complementi d’arredo, i tavolini d’attesa trovano impiego per fornire un piano d’appoggio alla clientela, magari per permettere di compilare della modulistica, ma anche per separare una fila di sedie, che potrebbe appesantire l’ambiente da un punto di vista meramente estetico, incutendo un senso di disagio nei presenti. Di varie forme e dimensioni, l’utilizzo dei tavolini si rivela una scelta vincente per creare visivamente dei piccoli spazi di conversazione anche in luoghi dove la buona educazione imporrebbe di parlare a bassa voce, come ad esempio l’anticamera di uno studio medico. Una apparente contraddizione che, in realtà, contribuisce a ristornare al paziente un senso di accoglienza, di un ambiente calibrato su di sé.

Alcune proposte

Il mercato propone oggi tavolini di attesa per ogni ambiente: alti per essere impiegati come basi d’appoggio, bassi per sistemare ordinatamente riviste e giornali, fissi o dotati di rotelle. Parimenti, le forme variano come i colori ed i materiali impiegati: dal vetro al metallo, dal plexiglass a materiali plastici, a base piana, a slitta o a quattro gambe, i modelli disponibili sono studiati per incontrare gusti ed esigenze di ogni contesto d’impiego, dall’arredamento classico ad uno più moderno.

L’acciaio: eleganza e lucentezza

L’importanza di un ambiente lavorativo luminoso

Nell’economia di un ufficio elegante, di una sala conferenze o più semplicemente del locale destinato a far attendere i clienti in attesa del proprio turno, riveste un ruolo preminente la luce. Definibile infatti come la quarta dimensione di uno spazio, essa offre la possibilità di rendere uno spazio più o meno grande con una sua sapiente rifrazione; e un ambiente aperto e luminoso non può che infondere nella clientela un senso di eleganza, trasmettendo al contempo valori aziendali quali la chiarezza, l’affidabilità, l’attenzione al dettaglio. Naturalmente un eccesso di luce può risultare sgradevole o inopportuno: una sapiente collazione delle fonti luminose, però, può essere accompagnata da superfici trasparenti come il vetro o riflettenti, come l’acciaio cromato.

L’acciaio: eleganza e lucentezza

Utilizzare un complemento d’arredo, quale potrebbe essere un piccolo tavolo, con una base d’acciaio può rivelarsi molto efficace per la gestione della luce, dal momento che il materiale per sua stessa natura rappresenta un ideale connubio tra raffinatezza, resistenza e lucentezza. Che si tratti di una superficie lucida o opaca, infatti, il particolare cromatismo dell’acciaio contribuisce a dare slancio e leggerezza alla mobilia. Inoltre il materiale, nonostante si collochi in un contesto prettamente moderno o ultramoderno, si rivela perfettamente integrabile in ambienti arredati con uno stile più classicheggiante, dove regni, ad esempio, il legno.

La longevità di una base di acciaio

Ideale per sostenere tavoli o panche, la base d’acciaio rivela i suoi molteplici pregi non solo da un punto di vista estetico, in quanto fa indubbiamente risaltare scocche, intelaiature e dati particolari dell’oggetto, ma soprattutto in termini di praticità, conferendo stabilità e resistenza. Dettaglio, questo, da non sottovalutare: essendo non particolarmente vulnerabile ai graffi, la base d’acciaio può essere impiegata per realizzare piedi e supporti, assicurando longevità al mobile. Molte basi, inoltre, montano dei piedini di gomma per permettere, a proposito di stabilità, un corretto posizionamento del tavolino.

Poltrona operativa: meccanismi e caratteristiche generali

Necessità di investire nel confort dell’impiegato

12 Ma ciò non basta e l’esperienza personale lo suggerisce: quante volte, soprattutto in lavori di back office che prevedono una lunga permanenza davanti al computer, si interrompe di lavorare nel tentativo di lenire fastidi e dolori di postura localizzati alla schiena o al collo? Investire nel benessere e nel confort di chi lavora dietro ad una scrivania diventa, allora, un investimento per un maggior profitto di tutta l’azienda.

Cosa si intende per poltrona operativa?

Non tutte le mansioni di una azienda sono uguali e così non tutte le sedute da ufficio sono le stesse: a differenza di quelle dirigenziali o presidenziali, che devono curare in modo particolare l’aspetto estetico proprio di un ambito manageriale, la poltrona operativa è più indicata per chi deve destreggiarsi tra computer e telefoni. Che sia dotata o meno di rotelle per il trasporto, o di braccioli, tali sedute si contraddistinguono per sicurezza, ergonomicità e praticità, sostenendo adeguatamente il corpo e facilitando piccoli ma quotidiani spostamenti.

Meccanismi e caratteristiche generali

Diversi sono gli accorgimenti che una poltrona operativa deve avere: per risultare comoda, infatti, la seduta deve seguire le linee del corpo, offrendo la giusta resistenza al peso e agevolando una corretta postura di chi la occuperà. Per conseguire tale scopo, sono diversi i meccanismi che le aziende produttrici inseriscono nelle poltrone operative: tra i tanti, i più importanti sono quelli che permettono allo schienale ed alla seduta di inclinarsi in avanti o indietro per seguire i movimenti del corpo. Le imbottiture, generalmente in poliuretano espanso, devono essere rivestite in materiali traspirabili, al fine di assicurare un confort ideale

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