Sedia fissa collettività

Sedia fissa per collettività

Sedia fissa: la giusta risposta per grandi eventi

Sono molti i contesti nei quali è necessario predisporre la possibilità di far sedere un numero di persone che può variare da alcune decine fino a diverse centinaia: sale riunioni o conferenza, locali d’attesa, laboratori, mense o aule scolastiche costituiscono solo degli esempi su dove la sedia fissa per la collettività può trovare valido impiego. Nei contesti sopraccitati, ma anche in molti altri, infatti, è necessario predisporre per i presenti una seduta che possa permettere lo svolgimento dell’attività prevista in modo regolare, ordinato e confortevole per tutti. La sedia fissa assolve a tale ruolo, presentando degli accorgimenti che ne rendono facile la fruizione e contenendo gli investimenti da affrontare.

Note tecniche di una sedia fissa per la collettività

Caratteristica primaria di una sedia fissa per la collettività è data dalla dimensione, che deve essere molto ridotta per massimizzare lo spazio a disposizione e consentire alla sala di contenere il maggior numero di persone possibile, in modo comodo ed ordinato. Ciò, naturalmente, lasciando lo spazio sufficiente per evitare che le spalle di persone spesso sconosciute si scontrino, il che renderebbe la permanenza dei presenti molto sgradita. In secondo luogo, la sedia fissa per la collettività deve risultare resistente nel tempo ed in grado di resistere all’uso da parte di ospiti sempre diversi.

Comodità, facile fruizione e valenza estetica delle sedie fisse per congressi

I modelli disponibili sul mercato sono i più vari, differenti per forma, colore e materiali utilizzati, come il polipropilene. Alla maggior parte delle sedie è comunque comune, generalmente, un’anima in acciaio, alla quale vengono fissate le finiture in materie plastiche, faggio, rete o alluminio forato. Le sedie fisse possono anche essere dotate di braccioli, per delimitare meglio lo spazio e permettere una comodità maggiore, o di tavoletta scrittoio, utilissima per sale conferenze; da non sottovalutare la possibilità di impilarle una all’altra o di incastrarle orizzontalmente mediante ganci laterali, al fine di rendere l’ambiente più ordinato.

Poltrona imbottita ecco perché sceglierla e quali sono i vantaggi

Poltrona imbottita

Comodità ed importanza sono le caratteristiche principali di una poltrona imbottita. E non potrebbe essere diversamente: chi opta per una scelta simile, infatti, generalmente ha la necessità di una seduta che abbia un notevole impatto sull’arredamento globale dell’ambiente. Grazie alle forme fluide e morbide e ad un ingombro proporzionato alla sua eleganza, la poltrona diviene la regina della sala, conferendo uno stile inconfondibile e giocando un ruolo da vera, assoluta protagonista. Scegliere una poltrona imbottita, tuttavia, dovrebbe tenere conto non solo dell’impatto estetico, certamente non trascurabile, ma anche della comodità che una seduta così importante promette al solo guardarla.

Comfort e morbidezza

Il segreto del comfort di una poltrona imbottita risiede, oltre che nella struttura portante, soprattutto nella qualità dei cuscini, che non dovranno risultare troppo morbidi né, al contrario, eccessivamente massicci, ma capaci di sostenere adeguatamente il peso del corpo. È a tale scopo che, ad esempio, le imbottiture della seduta sono di norma più rigide rispetto a quelle ubicate nei braccioli o nello schienale. La comodità, allora, è il saggio risultato di sofficità, sensazione tattile che dà l’idea di accoglienza e capacità di conformarsi alle forme del corpo, morbidezza dei materiali e resistenza degli stessi alla compressione.

La qualità dei materiali

Le prestazioni di una poltrona imbottita, più di qualunque altro tipo di seduta, trovano fondamento nella progettazione del prodotto ma, soprattutto, nella qualità dei materiali impiegati. Se il complesso di molle e di gommapiuma costituiscono il sostrato per la maggior parte dei modelli, essi possono anche prevedere un’anima interna, ad esempio, in legno: il poliuretano espanso, tuttavia, è ciò che costituisce la vera e propria imbottitura della poltrona. Utilizzare materiale non di alta qualità avrebbe una duplice conseguenza: da un lato, renderebbe difficile modellare la seduta, che avrebbe forme indefinite e morbide; dall’altro, i cuscini risulterebbero troppo soffici e, dunque, scomodi.

Sedia dattilo in faggio

Sedia dattilo in faggio

L’importanza della qualità delle materie prime

Le sedie non sono tutte uguali, è un dato oggettivo. Spesso la differenza di prezzi, a volte anche molto rilevante, trova la sua motivazione nel design della poltroncina, nella accuratezza delle rifiniture, nei meccanismi, nella presenza o meno di braccioli, poggiatesta o rotelle direzionali. Eppure molto spesso è la qualità dei materiali ad incidere maggiormente: una seduta ergonomica o una capace di sostenere il peso del corpo senza deformarsi con il tempo, garantendo longevità e resistenza al prodotto, celano sotto il rivestimento materie prime di altissimo livello e molto performanti come, ad esempio, il faggio.

Il legno di faggio

Il faggio è un albero molto presente nei boschi europei e ciò, insieme alla facilità di lavorazione e alla grande robustezza, ne spiega il largo uso nel settore artigianale e presso i mobilifici. Dotato di una estrema elasticità, il legno assume la caratteristica colorazione rossastra dopo essere stato soggetto al processo di essiccazione e stagionatura; successivamente, il prodotto semilavorato viene sottoposto a eventuale curvatura con l’impiego del vapore e trattato per evitare l’insorgere di fessurazioni. Al termine della lavorazione, è utilizzato per la realizzazione di sedute e schienali, ma anche come inserto per eventuali imbottiture.

Sedia dattilo con l’anima in faggio

La sedia dattilo trae le sue origini qualche decennio fa, essendo nata specificatamente per le postazioni da dattilografo; con l’arrivo dei computer, tale seduta è più comunemente conosciuta come poltroncina operativa o esecutiva. La sedia dattilo, con le sue caratteristiche di comodità, durevolezza e praticità, ha spesso al suo interno delle anime in faggio: utilizzato sotto forma di multistrato, con uno spessore intorno ad un centimetro, il legno costituisce gli inserti della seduta e dello schienale, imbottiti con la schiuma poliuretanica e successivamente rivestiti in ecopelle o tessuto. Ma sarebbe riduttivo relegare il faggio al ruolo di mero supporto: esistono infatti numerosi modelli che impiegano il faggio per la realizzazione della scocca della sedia.

Sgabello da laboratorio, pratico ed ideale

Sgabello da laboratorio

Veri templi della manualità, i laboratori sono ambienti di lavoro con caratteristiche che li rendono inconfondibili, siano essi locali di servizio o spazi quali accogliere la clientela, dunque più eleganti e formali: dovendo ospitare una professionalità tecnica, è infatti importante che siano spazi comodi, versatili e che possano agevolare i movimenti di chi vi svolge il proprio lavoro. Anche la mobilia, allora, è coerentemente ridotta all’essenziale, con alcuni piani di lavoro ed armadi dalle forme semplici e lineari, per evitare anche l’accumulo di polvere e facilitarne la pulizia. La seduta risente di tale stile sobrio, proponendo il tipico sgabello da laboratorio.

La soluzione migliore per il laboratorio è lo sgabello

Lo sgabello da laboratorio è molto più di un elemento di arredo e, nell’offrire adeguato sostegno al corpo del professionista, valorizza l’intero ambiente con un design semplice ed immediato; ciò si traduce in una seduta comoda, che riesce a conferire al laboratorio quelle caratteristiche di mobilità ed efficienza che deve poter comunicare a chi vi entra. La scelta dello sgabello come sedia da laboratorio di deve ad una serie di vantaggi che è in grado di offrire: tra di esse, le misure ridotte permettono uno spazio di ingombro minimo, così come l’assenza di uno schienale alto favorisce i movimenti di mani e braccia, che possono operare senza alcun impedimento.

Modelli di sgabello da laboratorio

Non si dovrebbe incorrere nell’errore di sottostimare l’impatto estetico di uno sgabello da laboratorio; al contrario, è doveroso rilevare il fatto che le aziende produttrici sono costantemente alla ricerca di modelli che possano coniugare design, comfort e praticità. In commercio, ad esempio, è possibile trovare sgabelli dalle forme accennate, con uno schienale appena accennato per supportare la zona lombare, ma anche le classiche sedute in legno di faggio, un classico il cui successo risiede anche nella facilità di pulizia e nella longevità che è capace di assicurare.

Sedia con schienale in rete

Sedia con schienale in rete

Innovazione e tecnologia: la costante ricerca per la produzione di sedie di qualità

Ogni azienda che si occupi della produzione di sedute conosce bene l’importanza di offrire dei prodotti che si distinguano non solo per eleganza, cura dei dettagli e gradazioni cromatiche, ma soprattutto per funzionalità e per confort: l’apprezzamento della qualità di una buona sedia, infatti, si matura con l’uso prolungato, magari dopo ore davanti alla postazione di lavoro. La progettazione e la ricerca di materiali tecnologicamente innovativi, capaci di conformarsi alle forme e al peso del corpo ma che al contempo possano offrire adeguato sostegno diventa, allora, una priorità. Recentemente sono ascesi, perché molto apprezzati dalla clientela, le sedie con lo schienale in rete.

Caratteristiche della rete

La rete, solitamente costituita in materiale sintetico, conferisce alla sedia una serie di pregi che ne fanno un elemento di arredo irrinunciabile. Garantisce, anzitutto, un confort ottimale all’utilizzatore, adattandosi perfettamente alle singole esigenze: associando alla sedia, inoltre, una serie di dispositivi e meccanismi come il supporto lombare, i braccioli, il poggiatesta o seduta e schienale personalizzabili, si ottiene una poltroncina ergonomica che non potrà non incontrare la soddisfazione del cliente. Ma non solo: la microforatura dello schienale in rete, infatti, assicura la necessaria traspirabilità, aumentando la sensazione di benessere.

Vantaggi di una sedia con lo schienale in rete

Molto più bella di una imbottitura, la sedia con lo schienale in rete diventa un elemento di design in qualsivoglia contesto, integrandosi perfettamente con lo stile dell’arredamento presente: è importante notare, infatti, che lo schienale è ciò che conferisce personalità alla sedia e, di conseguenza, all’intero ambiente. Visivamente, allora, la rete rende la sala luminosa e giovanile, infondendo creatività e leggerezza. La possibilità di personalizzare lo schienale in rete con varie gradazioni cromatiche, dalle più classiche come il grigio o il nero, a colorazioni più accese, offre al cliente la possibilità di conformare ai valori aziendali la propria postazione di lavoro.

Sedia operativa d’ufficio, il connubio perfetto tra comodità e bellezza

Sedia operativa d'ufficio

Regina di ogni ambiente e fondamentale in ogni arredamento, la sedia non è il semplice assemblaggio di gambe, seduta e schienale: al contrario, ogni modello è chiamato ad esprimere una identità estetica peculiare e deve poter offrire caratteristiche che lo rendano funzionale ed adatto ad essere inserito in quel dato contesto. Se questa premessa può essere valida per tutti i tipi di poltroncine o divani, trova una attuazione particolare nella produzione della sedia operativa d’ufficio, che devono essere il risultato di un perfetto e curato connubio tra design, confortevolezza e praticità: mostrano, pertanto, caratteristiche proprie che vale la pena analizzare.

Ridotte dimensioni, forme e linee di una sedia operativa d’ufficio

Una sedia operativa d’ufficio mostra connotati propri ed unici che la differenziano tra altre tipologie di sedute e che sono in grado di conferirle uno stile inequivocabile. Le dimensioni, ad esempio, sono tradizionalmente molto contenute, con linee semplici o appena accennate: il motivo di una simile scelta risiede nelle peculiarità di una postazione operativa, che vede il lavoratore alzarsi spesso o compiere piccoli movimenti che la sedia deve poter assecondare e rendere agili. Ciò, naturalmente, senza tralasciare il gusto estetico, che deve sempre essere curato per rispondere all’impatto visivo, tra le carte vincenti di ogni ufficio di successo.

I meccanismi di regolazione

Nonostante quanto si è qui preso in analisi, la caratteristica più importante di una buona sedia operativa d’ufficio riguarda la sfera della confortevolezza e, pertanto, si fonda sui meccanismi di personalizzazione di ogni singolo modello. Per un impiegato che opera da seduto per lungo tempo, usufruire di una seduta comoda, che possa offrirgli una sensazione di benessere, è indispensabile per la qualità del lavoro prodotto ed evitare l’insorgere di dolori alla schiena o al collo. Grazie ai dispositivi di regolazione, la sedia operativa da ufficio si adatta perfettamente alle forme del corpo di ogni singolo utilizzatore.

Rivestire sedie di plastica

Sedia in plastica

Le sedie fisse di plastica

Ideali per arredare un giardino o una terrazza, ma anche molto utilizzate da bar e fast-food per sistemare i propri tavolini all’esterno, le sedie di plastica sono una soluzione valida per chi necessiti di sedute leggere e facili da trasportare: economiche e resistenti, queste particolari sedute fisse, a volte disponibili con braccioli a mo’ di poltroncine, sono prevalentemente realizzate in poliuretano, polipropilene o nylon. Tali materiali plastici permettono alla sedia di essere modellata per risultare accogliente e comoda anche dopo un tempo di utilizzo medio o lungo permettendole, allo stesso tempo, di offrire una sempre apprezzata longevità.

Rivestire le sedie di plastica

Se da un lato la sedia di plastica ha insite ottime qualità ed è capace di adattarsi con facilità a contesti diversi, dall’outdoor alla sala conferenza, dall’altro è una seduta che, anche in virtù della sua economicità, non offre linee e dettagli di particolare design, trattandosi per lo più di modelli sempre molto semplici. Ciò non deve comunque scoraggiarne la scelta: con giusti accorgimenti e un po’ di fantasia, le sedie di plastica possono essere rivestite in modo anche molto gradevole. Tale soluzione si rende inoltre necessaria quando, soprattutto se usate all’esterno, le sedie iniziano a perdere lucentezza ed il colore sbiadisce.

Alcune idee creative

Per impreziosire le sedie di plastica occorre poco materiale ma una buona dose di creatività e qualche capacità con il fai da te. Se accostare dei cuscini colorati non sortisce l’effetto desiderato, si potrebbe ricorrere ad incastrare nastri, fili o sciarpe sia nella seduta che nella spalliera: molti modelli, infatti, hanno lo schienale a liste dal quale si può ricavare una bella intelaiatura. Un’altra idea di sicuro effetto consiste nell’applicazione di colla e carta da decoupage: il risultato sarà una sedia unica, di grande effetto estetico ma, soprattutto, realizzata in totale autonomia e secondo il proprio gusto.

Poltrona regolabile, le sfide del digitale esigono sedute all’avanguardia

Poltrona regolabile

Acquistare una poltrona non è un’operazione facile: non si tratta infatti di provvedere ad una esigenza basilare dell’ufficio, offrendo a chi occuperà la postazione lavorativa semplicemente un supporto sul quale poggiarsi; al contrario, si tratta di un vero e proprio investimento che riguarda sfere fondamentali come salute e benessere. Con la diffusione capillare del digitale, il lavoro d’ufficio è diventato ancor più sedentario ed è un fatto incontrovertibile che un impiegato passi seduto la maggior parte del tempo. Usufruire di una poltrona regolabile, in grado di adattarsi alle forme del corpo, e dunque non costringendo l’utilizzatore a compiere strani movimenti per lenire i fastidi di postura, diventa allora una priorità.

La poltrona regolabile: l’antidoto ai dolori posturali

Ricorrere ad una poltrona regolabile, ossia ad un modello in grado di offrire dei meccanismi di personalizzazione, non è solo un segno d’attenzione da parte di un imprenditore premuroso ai propri dipendenti. O meglio, non solo. Nella maggioranza dei casi, i motivi di distrazione di un impiegato, causa di inefficienze o di una modesta qualità del proprio lavoro, risiedono nei dolori di una seduta errata e nei tentativi per lenire tali fastidi: una poltrona, infatti, dovrebbe agevolare una postura corretta ed evitare l’infiammazione dei muscoli delle spalle o della schiena. L’impiego di una poltrona regolabile, al contrario, permette un maggior comfort e, di conseguenza, una migliore performance.

Meccanismi di regolazione

Numerosi sono i meccanismi di regolazione di una poltrona: le aziende produttrici, come Gierre Sedute, ne hanno da tempo fatto oggetto di ricerca ed innovazione. I modelli oggi reperibili sul mercato permettono di modulare la profondità dei braccioli, l’altezza della seduta, la resistenza dello schienale reclinabile, ma offrono anche meccanismi ad hoc, come il poggiatesta o il supporto lombare, atto a scaricare il peso della schiena e regalare una sensazione di comfort ancora maggiore. Scegliere una poltrona regolabile, in definitiva, è l’opzione migliore per chi cura la qualità.

Rivestire sedie antiche

Sedie antiche

Sedie antiche: un tesoro da far rivivere

Le sedie, come tutti i mobili antichi, conservano un grande fascino: eleganti e sontuosi, raccontano storie e modi di vivere d’un tempo a chiunque vi posi lo sguardo. Può capitare non di rado che vecchie sedute passino di generazione in generazione, magari con una tappezzeria non di moda, danneggiata, consunta dal prolungato utilizzo o, al contrario, dall’incuria. È possibile rivestire tali sedute al fine di sfruttarle ancora, valorizzandone le caratteristiche originali, oppure dando al mobile una nuova vita ed una nuova identità, conferendogli un aspetto tale da poterlo integrare anche con un arredamento moderno. Analizziamo le possibilità date dal rinnovo del rivestimento delle sedie antiche.

Canoni di scelta di un buon rivestimento per sedie antiche

Scegliere come rivestire le sedie antiche non è solo riportare in vita il mobile nel suo splendore originario o meglio, non solo: la tappezzeria, infatti, dovrebbe essere scelta in base allo stile proprio della sedia, ma deve anche rispecchiare il proprio gusto estetico e, se possibile, i colori dell’ambiente al quale la seduta sarà destinata. Diversi fattori da tenere presente, dunque, nella scelta della stoffa e delle fantasie cromatiche. Se si volesse mantenere l’aspetto classicheggiante, si potrebbe utilizzare un cotone a righe per rivestire, ad esempio, una sedia in stile neoclassico.

Rivestire le sedie antiche per osare nuovi accostamenti

Recuperare le sedie antiche non deve apparire solo come una questione nostalgica: con un particolare rivestimento, infatti, tali sedute possono impreziosire qualsivoglia arredamento, dallo stile moderno a quello addirittura rustico. Basta, infatti, sperimentare nuove idee attenendosi al principio per cui, nell’accostamento con altre sedute, occorre che vi sia un elemento in comune, come un rivestimento monocromatico. La valorizzazione di un dettaglio strutturale, ad esempio bassorilievi o motivi geometrici ricorrenti, può allora diventare un elemento di grande fascino, capace di personalizzare l’intera stanza e conferirle una identità unica; allo stesso modo, un tessuto con un colore insolitamente acceso potrebbe svecchiare la sedia antica, restituendola nuova vita.

Sedie in faggio, il segreto del successo di questo materiale

Sedie in faggio

Legno non particolarmente pregiato ma molto utilizzato per via della sua duttilità e facilità nella lavorazione, il faggio ha da sempre trovato largo impiego nella realizzazione delle sedie, anche in virtù dell’abbondanza del materiale in Europa e non solo. Ed imbattersi nelle sedie in faggio non è particolarmente difficile: sale d’aspetto, spazi atti ad ospitare eventi e conferenze, scuole sono solo alcuni dei contesti nei quali le sedie in faggio trovano collocazione, risultando confortevoli e comode. Ma quali sono i pregi che una simile qualità di legno può offrire? E perché trovano così ampio utilizzo?

Caratteristiche del legno di faggio

Pregio indiscutibile delle sedie in faggio è ovviamente quello di valorizzare un materiale naturale come il legno: appoggiarsi ad una seduta simile, allora, regala una sensazione che non è solo di mera comodità, ma coinvolge tutti i sensi. Il faggio, come si diceva, essendo una fibra molto leggera permette una grande lavorabilità, non rende scheggiosa la superficie ed offre delle tonalità di colore molto riposanti, capaci di conferire personalità alla seduta senza per questo renderla di difficile collocazione: quale che sia l’arredamento nel quale è inserita, una sedia in faggio diventa la scelta ideale per offrire delle postazioni a basso impatto visivo.

Gli impieghi delle sedie in faggio

Sedie per ambienti scolastici, per sale convegni o di attesa, è possibile ritrovare tale tipologia di sedute nei contesti più vari. La scelta è dovuta, oltre che alla possibilità di impilare, anche ai costi: le sedie in faggio rappresentano una scelta molto economica e costituiscono, per via della resistenza che assicura una buona longevità, un investimento i cui vantaggi non solo da sottovalutare. Il faggio è utilizzato anche come sottofondo per sedute imbottite o come telaio per le sedie intelaiate, ad esempio, con paglia di Vienna; interessanti e di sicura bellezza sono anche i modelli in cui il legno è verniciato.

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