La storia delle sedute è inevitabilmente legata allo sviluppo della civiltà umana: nate per rispondere ad un bisogno fisiologico e composte essenzialmente di un piano orizzontale, solitamente di legno, retto magari da due grosse pietre, le sedie si sono gradualmente arricchite e differenziate in base al contesto, alle modalità di impiego, alla dignità di chi le utilizzava. È ciò che accade anche oggi, con la ricchissima varietà di sedie, panche e poltrone proposte dalle aziende produttrici, come Gierre Sedute, leader nel settore. Eppure, nella lunga storia delle sedute, può capitare di rivalutare anche un qualcosa di banale: un sacco mezzo pieno sul quale gettarsi, con il caratteristico rumore che si origina, ad esempio, può essere il prototipo di una seduta molto di moda, il pouf.

Praticità, confort, versatilità

Icona dell’arredamento “easy”, nato intorno agli anni Ottanta, il pouf deve il proprio nome al suono onomatopeico che si origina quando ci si siede. Tale cuscino, progettato inizialmente come seduta, oggi è sempre più utilizzato come poggiapiedi, tavolino o, addirittura, come contenitore. Il segreto del suo successo risiede oltre che nella praticità, date le sue dimensioni variabili, anche nella straordinaria confortevolezza che l’imbottitura, composta da palline di poliestere, è capace di offrire.

Il pregio più importante del pouff

Il pouf possiede uno straordinario ed ineguagliabile pregio: è, infatti, in grado di integrarsi alla perfezione con qualunque tipo di ambiente, in casa o in ambito lavorativo, e con qualsivoglia stile. Questa capacità è data, paradossalmente, dalla impossibilità di abbinarlo! Ciò rende armonica tale dissonanza, creando un gioco di sicuro impatto. D’altro canto, l’ampia possibilità di personalizzazione offerta dal pouf permette accostamenti azzardati: rivestito in pelle o in fibre tessili e con colori che variano dal grigio al nero a tinte ben più sgargianti, il pouf diventa la seduta ideale soprattutto per piccoli ambienti, che risulteranno arricchiti dalla presenza di una semplice “poltrona a sacco”.